Ferraresi 18 19

La pratica

Lasciare andare le tensioni dovute alle emozioni, portare l'attenzione su nuovi spazi del respiro creati da figure armoniche del corpo e stare comodi in nuovi equilibri d'allungamento e potenza muscolare; abbandonarsi poi al gioco delle vibrazioni create dalle immagini, dalla propria voce e infine dai suoni del gong: questi gli obiettivi da perseguire durante il corso.

Il corpo è il tempio dell'anima, è il nostro "biglietto da visita" di questa nostra vita terrena. Averne cura ci riconnette con l'Universo, il Divino, dove non esiste più il dualismo corpo-mente. E anche immergersi in un oceano sonoro di "vibrazioni sacre" e creare un proprio spazio interiore di mistico silenzio è una forma di preghiera, e un'espressione di gratitudine alla vita.

A ritmo con la vita
Da piccola ero un "maschiaccio": ricordo lunghe vacanze estive a giocare nei cortili o nei parchi. Tutto scandito dal ritmo della natura. Quanto ero felice e libera! Sentimenti che ancora oggi provo, quando lascio andare il mondo esterno, mi concentro sul respiro e sul corpo durante la pratica. E' allora che mi arriva la consapevolezza che sono perfetta così come sono, perchè unica come ogni essere vivente. E' allora che la frequenza della vita cambia, tutto vibra nell'Universo, con cui entro in risonanza.
Alzando lo stato vitale l'oscurità, insita nella vita stessa, si illumina; parole, pensieri e azioni invertono la direzione e si uniscono in un atto d'amore per la vita.
 
Shakyamuni (Siddhartha) insegnò che il superficiale è facile ma il profondo è difficile. Il cuore di un coraggioso lascia il superficiale e cerca il profondo. "La scelta del tempo" Nichiren Daishonin